Svegliandosi alle 5… – Wake up at 5am…

– – – – – – – – – In italiano

Questa mattina mi sono svegliata alle 5. Ho cominciato a pensare “Pane, pane.” Non potevo smettere di pensare alla mia macchina per il pane e che avevo tutti gli ingredienti per cuocere del buon pane fresco.

E’ stato strano cucinare in un mondo silenzioso.

Anche il mio ragazzo si è svegliato circa alla stessa ora, senza che la sveglia suonasse. Un’altra strana coincidenza che ha reso questa mattina rilassante e speciale.

Avevo ore da spendere in cucina, e poi sono uscita per un’ora per andare all’ospedale e al supermercato e… aprendo la porta d’ingresso ho sentito il profumo del pane che aleggiava nella casa. Potevo assaporare il pane freschissimo, appena sfornato, solo respirandolo.

Ho capito quanto amo il cibo. O, per essere più precisa, cibo DELIZIOSO, non solo cibo buono.

In Italia e in Giappone ci sono molti fast food, molti sono gli stessi che si possono trovare in tutto il mondo, come Mc Donald’s.

Mi piaceva soprattutto uno di questi, una catena di fast food di curry giapponese che si chiama CocoIchi. Quando sono arrivata qui, mi sembrava delizioso.

La stessa cosa è successa con i piatti del convenience store. All’inizio mi piacevano, ma dopo un anno qui non ero così contenta di mangiarli, quando ero fuori casa per lavoro. Ora li guardo e non posso neanche immaginare di poterli comprare. Se devo proprio, compro un succo o qualche frutto tagliato.

Ultimamente sto diventando sempre più difficile riguardo il cibo. Non posso dire di avere un palato raffinato, ma mi sembra che le papille gustative mi si stiano evolvendo. Anche le mie abitudini stanno cambiando.

In un paese come il Giappone, dove ogni giorno si è circondati di brochure, poster, foto e ogni sorta di pubblicità per piatti unici e deliziosi, è molto difficile crearsi una propria opinione riguardo cosa è gustoso e cosa non lo è. Tutte le guide sono incentrate sull’aiutare nella scelta di cosa mangiare in ogni città che si vuole visitare, e le persone spesso le seguono alla cieca.

Lo posso vedere ogni giorno; mentre vado a lavoro, cammino vicino a un negozietto di dolci che si trova in un grande magazzino. Vende fette di pane coperte di zucchero e leggermente tostate in una padella. La ricetta è francese. Ci sono sempre delle persone in fila per comprarlo. Vale davvero la pena di mettersi in fila per comprarlo? Un mio amico una volta ne ha mangiata una fetta, dopo aver aspettato in fila per 45 minuti. Mi ha detto che non aveva un gusto particolarmente buono o speciale. E’ assurdo, ma visto che è un negozio famoso, devi comprare da loro. Ci sono altri negozi di torte, tra l’altro veramente eccezionali, vicino. Si potrebbe comprare il dolce da altri, con una scelta più ampia e con un sapore migliore. Ma, certo, non sono così famosi.

– – – – – – – – – English version

This morning I woke up at 5.00. I started to think “Bread, bread”. I couldn’t stop thinking about my bread machine and that I had the ingredients to cook some fresh bread.
I couldn’t fall asleep again, so I started to make bread and then some meat involtini.

It was strange cooking in a silent world.

My boyfriend also woke up at almost the same time without the alarm going off.
Another strange coincidence that made this morning relaxing and special.

I had hours to cook, then I went out for one hour to go to the hospital and the supermarket and… opening the front door I could smell the fragrance of the bread floating in the air. I could taste the freshly baked bread just by breathing it in.
I realised I love food. Or, to be more specific, DELICIOUS food; not just good food.

In Italy and Japan there is a lot of fast food, many are the same you can find all around the world, such as Mc Donald’s.
I used to like one of them, a Japanese curry rice fast food chain called CocoIchi. When I came here, it tasted good.
The same thing happened with convenience store food. At first I liked it, but after a year here I wasn’t so happy about eating it, even when I was out for work.
Now I look at it and I can’t even think about buying it. If I have to, I buy some juice or some sliced fruit.
Lately I’m becoming increasingly picky about food. I can’t say I have a sophisticated taste, but I feel my tastebuds are evolving. My habits are also changing.

In a country such as Japan, where all day every day you are surrounded by pamphlets, posters, pictures and all sorts of advertising for unique and delicious food, it’s very difficult to make my own opinion about what tastes delicious and what doesn’t.
All guidebooks do is to try and help you to decide what to eat in any city you want to visit, and people follow them blindly.
I can see this daily – on my way to work I walk near a pastry stand inside a department store. It sells slices of bread covered with sugar and lightly toasted in a frying pan. The recipe is French.
There are always people lining up to buy it. Is queuing up really worth it? A friend of mine once ate one, after having waited for 45 minutes. He said it didn’t taste particularly good or special in any way.
It’s absurd, but because it’s a famous shop, you must buy from them.
There are other cake shops, really great ones actually, closed by. You can buy similar products from some of the others, with a wider choice and a better taste. But of course, they aren’t as famous.

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